Dal mare alla tavola.

Ciao mi chiamo Stella e vi voglio raccontare una storia.

La scorsa estate, dopo la fine della scuola, mi sono svegliata una mattina molto presto perché dovevo fare un viaggio molto lungo, con la mia famiglia.

Abbiamo preso un grande aereo bianco e giallo e siamo volati lontanissimi, in un bel posto che mamma e papà mi hanno detto chiamarsi Réunion (me lo sono ricordato perché il mio papà dice di essere sempre in riunione quando lavora).

L’albergo era bellissimo, e vicinissimo al mare che era azzurrissimo e grandissimo!

Un giorno siamo andati in escursione con la barca con dei pescatori locali e abbiamo fatto il bagno con la maschera e le pinne, vicino alla barriera corallina, ricchissima di pesce di tutte le razze e colori: una cosa meravigliosa; non avevo mai visto una cosa del genere, una specie di arcobaleno sotto acqua.

All’inizio ero un poco impacciata con la maschera, ma la voglia di vedere da vicino quei pesci era troppo forte, e mi sono lanciata!

Una scena meravigliosa ma ad un tratto vedo un pesce coloratissimo, a striscie gialle  blu fosforescenti, intrappolato in una vecchia rete incastrata tra i coralli della barriera,.

Non riusciva a trovare la via di fuga, e un grosso pesce nero cattivo continuava a girargli attorno sempre più minaccioso. Non sapevo cosa fare, il pesce cattivo mi faceva paura, ma volevo a tutti i costi salvare il pesce colorato.

Sono risalita in superficie per chiedere aiuto e il mio papà si è subito tuffato, spaventando così il pesce nero, poi con un retino abbiamo liberato il pesce colorato che era sfinito.

Meno male che nella barca che ci aveva portato aveva una vasca piena di acqua, dove abbiamo messo il pesce colorato; il pescatore ha preso una delle bombole che aveva con sè per la pesca subacquea e l’ha usato per “rianimare” il pesce: ha messo il tubo che usciva dalla bombola e ha fatto le bollicine;  il mio papà mi ha poi spiegato che nella bombola c’era l’ossigeno, che è una cosa che c’è nell’aria e che ci fa vivere!

Mio papà mi ha poi raccontato che l’ossigeno lo usano molto negli ospedali per aiutare i malati.

Il marinaio mi ha detto che il pesce era della specie “Imperatore”:un pesce molto diffuso in queste acque; poi ho convinto mamma e papà a chiamarlo “Napoleone”.

Per farmi più felice mamma e papà hanno comperato un piccolo acquario, che è una vasca speciale per tenere i pesci; ma nell’acquario non basta metterci solo l’acqua e alcune piante; le piante aiutano Napoleone a sentirsi bene, come nel mare; per aiutare le piante bisogna metterci altre bollicine speciali, che si fanno con una cosa chiamata “anidride carbonica” (così l’ha chiamata mio papà, spero di aver capito bene).

E per non far sentire solo Napoleone quando mangiamo, gli abbiamo trovato un bel posto sulla nostra tavola, fra me e quella peste del mio fratellino.

Stiamo pensando di trovargli una compagna…

G. Morelli, F. Guidolin, S. Faccioli, V. Brambilla, G. Ballerini, P. Galli, O. Pedrinazzi, L. Massimo, M. Mezzanotte

Illustrazione di Martina Andonova